Come confrontare due ETF simili
Passo 1: è davvero la stessa esposizione?
Prima di tutto, verifica che i fondi siano davvero confrontabili. Due fondi «world» possono differire per la presenza di mercati emergenti o small cap (capitolo 20); due fondi «S&P 500» sono realmente identici; due fondi «technology» possono avere solo il 60% delle partecipazioni in comune (capitolo 42). Controlla: nome completo dell’indice, compresi i suffissi (varianti capped, capitolo 40), numero di partecipazioni e sovrapposizione della top 10. Se le esposizioni differiscono in modo sostanziale, stai scegliendo una strategia, e prima di tutto si applica la logica dei capitoli 20/45.
Passo 2: prima le cause di esclusione
Eliminazioni rapide che risparmiano tutto il lavoro successivo:
- Puoi acquistarlo? PRIIPs (retail UE), idoneità al wrapper (PEA, liste delle piattaforme ISA), disponibilità presso il broker per ISIN.
- Status fiscale nel tuo Paese: reporting-fund status nel Regno Unito, quota azionaria per la Teilfreistellung tedesca, domicilio irlandese rispetto alle alternative, esposizione PFIC per i contribuenti USA (capitoli 50–55).
- Classe di quote: accumulazione o distribuzione, hedged o unhedged (capitoli 9, 49). Un fondo «migliore» nella classe sbagliata non è migliore.
Qualsiasi candidato fallisca qui è fuori, indipendentemente dai numeri.
Passo 3: il numero decisivo
Tracking difference pluriennale, su tre-cinque anni, annualizzata, rispetto alla stessa variante del benchmark (net return per i fondi azionari UCITS), con il dato anno per anno per valutarne la costanza (capitolo 35). È qui che si prende davvero la decisione, ed è il passaggio che i siti di confronto omettono.
Leggila così: quanto mi è costato possedere questo fondo rispetto all’indice che promette di replicare, e con quale regolarità. Un fondo a −0,05% con un intervallo da −0,08 a −0,02 batte un fondo a −0,04% ottenuto come media di anni tra −0,30 e +0,20: il primo è qualità di esecuzione, il secondo è fortuna con una buona media.
Passo 4: spiega il divario
Non accettare mai una differenza di TD che non sai attribuire; i vantaggi senza spiegazione tendono a sparire. Le quattro spiegazioni abituali (capitoli 36, 50, 51, 11):
- Domicilio: Irlanda rispetto al Lussemburgo su un’esposizione molto USA ≈ 0,2%/anno.
- Replica: percorso sintetico sui dividendi gross return negli indici USA ≈ altri 0,15–0,20%.
- Prestito titoli: dimensione del programma, ripartizione dei ricavi, indennizzo: vale 1–30bp a seconda del segmento.
- Sampling e qualità di esecuzione: rilevanti per indici ampi o illiquidi (capitolo 37).
Se il fondo con TER più basso replica peggio, una di queste ragioni lo spiega, e la spiegazione ti dice se il vantaggio è strutturale (quindi persistente) o contingente (quindi potenzialmente temporaneo).
Passo 5: sostenibilità
- Dimensioni del fondo: comodamente sopra le soglie di rischio di chiusura del proprio segmento (capitolo 67); un fondo tematico da €40m e un fondo core da €40m non hanno lo stesso rischio.
- Età e track record: abbastanza storia perché il passo 3 abbia significato.
- Impegno del provider: fa parte di una gamma di punta o è un esperimento periferico? I provider razionalizzano le linee marginali.
La chiusura non è catastrofica (ricevi il valore di mercato), ma ti costringe a una vendita tassabile secondo il calendario di qualcun altro: vale la pena evitarlo per una posizione da mantenere per decenni.
Passo 6: il tuo livello di costi
I numeri del fondo sono soltanto il Livello 1 (capitolo 56). Ora calcola il costo del tuo accesso:
- Spread e sede presso il tuo broker, nell’orario in cui negozieresti (capitolo 57).
- Idoneità al piano di accumulo e relativa commissione se investi ogni mese: spesso è la singola voce più grande per i piccoli risparmiatori e spesso decide il confronto.
- Disponibilità di una linea nella tua valuta per evitare FX.
- Compatibilità con il wrapper se il fondo è detenuto su piattaforme ISA/PEA/pensione con costi propri.
Passo 7: decidi e scrivi un paragrafo
Annota: i due candidati, il fattore decisivo, i numeri con la relativa data e che cosa ti farebbe cambiare idea. Motivo: le tabelle comparative cambiano continuamente e, senza una base scritta, riaprirai la questione ogni anno sostenendo un costo (Livello 2 più imposte) superiore a quanto il cambio potrebbe mai rendere. Quel paragrafo è il meccanismo che trasforma venti minuti in una decisione permanente.
Dove si trovano i criteri di spareggio
Quando i passaggi da 1 a 6 danno davvero parità (succede, e spesso con i maggiori fondi di punta):
- Preferisci la classe ad accumulazione nella fase di accumulo (capitolo 9), salvo che il tuo regime fiscale indichi diversamente.
- Preferisci il fondo che puoi detenere senza FX e nel tuo piano di accumulo.
- A parità di qualità, preferisci il fondo più grande e più vecchio.
- Preferisci la struttura più semplice se l’altra ti farebbe dormire peggio (fisica rispetto a sintetica, prestito titoli ridotto rispetto a un programma aggressivo): dormire bene ha valore, e il capitolo 64 mostrerà che ha anche valore finanziario.
- Poi fermati. Oltre questo punto stai ottimizzando il rumore (la soglia del capitolo 56, 0,05%), e il rendimento dell’ulteriore analisi diventa negativo.
Un esempio numerico
Sofia confronta due ETF UCITS sull’S&P 500 per una posizione di lungo periodo da €60.000.
- Stessa esposizione: indice identico, nessuna variante capped. ✓
- Cause di esclusione: entrambi irlandesi, entrambi disponibili ad accumulazione, entrambi presso il suo broker, entrambi ammessi al piano. ✓
- TD (5 anni, benchmark net return): Fondo A −0,19%; Fondo B −0,04%. TER: A 0,05%, B 0,07%.
- Attribuzione: B è sintetico (percorso gross dividend, capitolo 11); A è fisico irlandese (drag da ritenuta del 15%). Strutturale, non fortuna.
- Sostenibilità: entrambi da diversi miliardi, 8+ anni. ✓
- Il suo livello: spread e sedi identici; entrambi gratuiti nel suo piano. Neutro.
- Decisione, scritta: «Scelto B (sintetico) per TD a 5 anni −0,04% rispetto a −0,19%, attribuibile al trattamento delle ritenute sui dividendi USA; letta la checklist sugli swap (cap. 38): unfunded, reset giornaliero, quattro controparti, collateral pubblicato, e accettato. Riconsidererei se la TD convergesse per due anni consecutivi o se il panel di controparti si riducesse a una.»
Sua sorella, seguendo gli stessi sette passaggi, si ferma al passo 4 e sceglie A perché rifiuta per principio l’esposizione ai derivati. Entrambe le decisioni sono corrette, entrambe sono scritte e nessuna verrà riaperta perché un sito di confronto ha cambiato l’ordine della classifica.
Punti chiave
- Sette passaggi: stessa esposizione → cause di esclusione → TD pluriennale sulla stessa variante di benchmark → attribuire il divario → sostenibilità → il tuo livello di costi → decisione scritta.
- La TD è la metrica decisionale; il TER è un input. La classifica si ribalta abbastanza spesso da rendere attivamente fuorvianti le liste ordinate per commissione.
- Non accettare mai un vantaggio di tracking senza spiegazione: attribuiscilo a domicilio, replica, prestito titoli o qualità operativa, e annota se è strutturale o contingente.
- Il tuo livello (spread, sede, idoneità al piano, FX, wrapper) può superare tutto il Livello 1, soprattutto per chi investe ogni mese.
- Il paragrafo scritto è il vero deliverable: trasforma un pomeriggio di lavoro in una decisione che non ripeti, ed è qui che si concentra gran parte del valore.
FAQ
Quanto deve essere diversa la TD perché valga la pena cambiare le posizioni esistenti?
In un conto taxable, il cambio deve compensare l’imposta realizzata più i costi di Livello 2: in genere significa che divari inferiori a ~0,15%/anno non giustificano la cristallizzazione. Indirizza invece i versamenti futuri verso il fondo migliore.
Entrambi i fondi hanno tracking difference positiva. Uno dei due mente?
Probabilmente no: i benchmark net return ipotizzano ritenute penalizzanti e il prestito titoli aggiunge reddito (capitoli 36, 51). Verifica che usino la stessa variante di benchmark, poi confrontali normalmente.
E se i fondi replicano indici diversi di provider diversi?
In quel caso stai prima confrontando le esposizioni (capitoli 20, 39) e solo dopo aver scelto l’indice si applica la procedura di questo capitolo.
La reputazione del provider vale qualcosa nel confronto?
Indirettamente: è correlata alla competenza nei rimborsi fiscali, alla governance del prestito titoli e alla longevità della gamma. Ma si riflette nei numeri che stai già leggendo, quindi usala come criterio di spareggio, non come premio da pagare.
Posso saltare tutto questo per un fondo di punta?
In gran parte sì, ed è un uso legittimo della tua attenzione: i giganti tendono a raggrupparsi entro pochi punti base. Esegui la procedura completa una volta, sul fondo che conterrà la parte maggiore del tuo patrimonio, poi usa quello come scelta predefinita.
Fonti e approfondimenti
- Informative degli emittenti sulla tracking difference e relazioni annuali; aggregazioni indipendenti della TD degli UCITS (con data; tabella aggiornata di questo sito)
- Definizioni delle varianti d’indice (price/gross/net) di MSCI, FTSE Russell, S&P DJI
- Documentazione dei provider su domicilio, replica e programmi di prestito titoli (Tier-1B, verificata incrociando le fonti)
- Listini dei broker e condizioni dei piani di accumulo (le evidenze del tuo livello di costi)
- Capitoli 9, 11, 20, 35–38, 40, 49–51, 56–57, 67 di questo sito